IL BUDGET (NON SEMPRE) FA LA DIFFERENZA

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Ottieni risultati con pazienza e qualità dei contenuti.

Lo so che fa molto figo dire: ”Sono stata sul set di Balderunner 2049”, e che, per questo, può sembrare che me la tiri, ma è un’esperienza che ho avuto la fortuna di vivere (per lavoro tra l’altro) e il cui segreto ho dovuto custodire sino alla proiezione della prima italiana del film. Immaginate la fatica per una come me che, quando fa un regalo o una sorpresa, svela tutto prima perché non riesce a trattenersi dall’emozione!

Finalmente mi posso liberare e lo posso sbrodolare ovunque, come se non ci fosse un domani!

Al di là della figata estrema del ritrovarsi sul set cinematografico di un film hollywoodiano da milioni di dollari, che ti fa brillare gli occhi come un bambino al luna park, questa esperienza mi ha insegnato tantissimo dal punto di vista lavorativo.

Facciamo un passo indietro. Ma come diavolo sono finita lì? E soprattutto, perché?

Dunque, sono stata social media manager e, oggi, consulente per una giovane startup di Torino che ha realizzato una bici elettrica super cool: Bicicletto. Come tutte le startup, il budget dedicato alle attività di marketing, comunicazione e promozione era davvero minimo. Pertanto, fare brand awareness ha significato ingegnarsi ed impegnarsi non poco. Tanto Facebook e Instagram, ma soprattutto tanto article marketing (di cui parlerò nel prossimo post) e diffusione di notizie ovunque: dalle testate giornalistiche locali a quelle internazionali, da quelle di settore e non, al web e non. Facendosi il segno della croce e sperando nell’interesse di qualche redattore. Il risultato è stato che nel primo anno e mezzo sono stati collezionati circa 400 articoli. In ogni parte del pianeta. In circa 20 lingue diverse. Tutto questo è stato possibile grazie anche alla presenza strategica in un paio di fiere e alla gestione della relativa comunicazione (leggi qui se ti interessa Come organizzare la tua Fiera sui social). Questo lungo lavoro ha fatto sì che un giorno, si venisse contattati dal property master del film, perché interessato ad inserire la bicicletta in alcune scene. Tralascio le reazioni di incredulità iniziali stile: “Si, se lui è il prop master di Bladerunner io sono la regina Elisabetta” e vi dico subito che, dopo vari incontri tra Como e Milano, approdo ad Agosto 2016 negli Origo Studios,  a Budapest, dove parte del film è stato girato. Giriamo per una settimana alcune scene del mercato giapponese del futuro, sotto un’acqua scrosciante, umidità a palla, neve finta e gente vestita come se ci fossero -30°C (poverina).

Il product placement è label free. Non si è sborsato nemmeno un euro (si parla di milioni di dollari) e, pertanto, non si ha diritto né a scene in primo piano, né all’esposizione del marchio, né alla possibilità di spoilerare la presenza mesi prima e organizzarsi con la comunicazione. Non si ha nemmeno la certezza che la bici si veda e che le scene non vengano tagliate. Ma è un’occasione che, una piccola start up di Torino, sconosciuta ai più e sicuramente al mondo di Hollywood, non può lasciarsi sfuggire.

La bici appare. In pochi fotogrammi, dietro Ryan Gosling. Nonostante l’enormità del girato tagliato. Nonostante chi non ci credeva. Nonostante tutti i dubbi. E speriamo che quei pochi secondi possano cambiare la vita di questa azienda e degli imprenditori che tanto sudore vi hanno investito. Ciò che è certo è che rimarrà per sempre in un film cult come Bladerunner 2049.

Qual è la lezione di questo racconto?

  1. Essere contattati, perché si è stati visti su internet, da una produzione cinematografica è tanta roba e ripaga di tutti gli sforzi fatti. La soddisfazione, poi, è ben diversa rispetto al pagare per ottenere un product placement.
  2. Se pianifichi bene la tua strategia e produci contenuti di qualità puoi fare la differenza ed ottenere ottimi risultati.
  3. È possibile fare web marketing e farsi notare anche con budget super rosicati. L’importante è fare le scelte giuste, avere la pazienza di Giobbe e studiare bene i contenuti.
  4. Ryan Gosling non è nulla di che … io volevo incontrare Harrison, ma sarà per la prossima volta!
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