Business al Femminile: Facciamolo Più Spesso!

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Diciamolo chiaramente, la parola business, da sempre, è legata a filo doppio ad un immaginario maschile, non femminile. Anche nella mente di noi donzelle, concetti come fatturato, gestione aziendale, CEO e  consiglio di amministrazione facevano leva, fino a poco tempo fa, su un’idea di imprenditore maschio e squalo alla Gekko in “Wall Street”. Il cinema, in questo, a noi donne non ci ha aiutato per niente, anzi. Le business women raccontate da Hollywood, da Miranda ne “Il diavolo veste Prada” a Julia in “Come ammazzare il capo e vivere felici”, si sono potute fare strada grazie ad atteggiamenti duri, grezzi e al limite della misoginia, sacrificando la loro famiglia e femminilità. La formula sembrava essere sempre la stessa: se una donna ha avuto successo nel mondo del lavoro è perché si è trasformata in un uomo.

Oggi, però, si sta assistendo ad un’inversione di marcia e sono in molti a sostenere che entro il 2025 il business globale cambierà, in meglio, grazie alle donne e alle loro qualità. Maschietti tremate!

Prima di diventare io stessa imprenditrice, ho osservato a lungo mio marito, libero professionista e anche lui imprenditore. Non nego che, inizialmente, nelle trattative e gestione dei clienti ho cercato di imitarlo. Lui ha sicuramente più esperienza di me, è bravo, ci sa fare, è “scafato” e quindi il suo modus operandi poteva tornarmi utile. Ma recitare la parte significava snaturarmi. Io sono diversa e, soprattutto, vorrei che il mio business abbia un imprinting diverso.

In cosa sono diversa? Non parlo di strategie di marketing o di differente gestione economica. Parlo di qualità che mi  contraddistinguono in quanto donna e che possono rappresentare una carta vincente nel business del futuro. Molto spesso noi donne di queste qualità non ne siamo consapevoli e non le sappiamo sfruttare nel mondo del biz, che ci terrorizza e blocca come per un gatto i fari di un’auto. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono:

1.  Empatia. Da non confondere con psicolabilità o ipersensibilità. Si tratta della capacità di entrare in sintonia con chi si ha di fronte, capendo bisogni, problematiche e necessità, permettendo di comprendere quali leve usare per gestire il personale aziendale o come arrivare a conquistare un cliente. In un mercato in cui gli utenti sono sempre più esigenti, capire ciò che vogliono in tempi rapidi può fare la differenza con i propri concorrenti.

2.   Veggenza. Spesso intesa dai nostri consorti, amici e compagni come “essere rompiballe”. Non è altro che la capacità di valutare da ogni angolazione una data azione/progetto/programma prevedendo conseguenze, problematiche, ostacoli e impedimenti. Non è che noi vogliamo sempre rompere le uova nel paniere, semplicemente siamo molto più brave a valutare tutto ciò che ruota intorno a qualcosa e a prevedere possibili reazioni. Non facciamo altro che applicare una valutazione su base multicriteria secondo un approccio “What If” (per fare le fighe e dirla in termini scientifico-accademici); se preferite possiamo chiamarlo metodo “Sliding Doors”. Nel business, avere una visione completa dello scenario di mercato, ad esempio, può agevolare a valutare rischi e potenzialità che un occhio più attento ai dettagli e ai numeri, come quello dell’uomo, potrebbe trascurare.

3.  Valore. Per una donna, integrità e valore sono i fulcri della propria esistenza, difficilmente “rinnegabili”, e sono applicati in ogni aspetto della vita quotidiana. Noi donne siamo molto meno propense a calpestare il nostro credo in nome del profitto e della convenienza di turno. Le grandi leader, infatti, rispettano i loro principi e li utilizzano per decidere le strategie aziendali. Non hanno paura di applicarli nelle decisioni che riguardano sia la loro vita professionale, che quella privata. Questo rende l’azienda unica nel suo genere e soprattutto trasparente agli occhi del cliente, del quale avranno conquistato la fiducia e il rispetto.

4.   Riconoscimento e team spirit. Lo spirito materno qui proprio non c’entra. Una donna è consapevole molto più di un uomo del sacrificio che c’è dietro al raggiungimento di una determinata posizione o di un traguardo. Per questo motivo è molto più abile nel creare un ambiente in cui ognuno sia in grado di dare il proprio contributo, di essere compreso, incentivando la ricerca per trovare soluzioni win-win per tutti. È un po’ come quando insegni a fare la pasta fatta in casa ai tuoi bimbi e questi litigano perché vogliono tutti girare la Nonna Papera. In quel momento intervieni tu, assegni un ruolo ad ognuno e fai capire l’importanza di raggiungere il risultato finale grazie al gioco di squadra e alle qualità di ognuno. La collaborazione interna tra gli elementi di una squadra può fare la differenza così come riconoscere e premiare le qualità e i risultati dei propri elementi. Alla faccia di chi sostiene che tutti sono utili ma nessuno indispensabile. Io credo nell’esatto opposto!

5.   Organizzazione multi-settoriale. Qui la riassumo con questa domanda da porre ai vostri Lui: “Chiedete a vostro marito, la domenica mattina di pulire, cambiare le lenzuola, attaccare tre lavatrici, stendere il relativo bucato e contemporaneamente di preparare l’arrosto mentre annaffiate le orchidee e lavate la moquette dell’ingresso con vostro figlio attaccato alla gamba”. Mettetelo alla prova e ditemi il risultato.

Avete ancora paura di non riuscire ad essere una perfetta business woman? Se la risposta è si, ripetete l’esercizio al punto 5 per almeno dieci volte. Tirate un bel respiro e siate felici!

Silvia Giordano Social Media Manager

Sono Silvia Giordano e mi occupo di Social Media per piccoli business. Aiuto le piccole realtà imprenditoriali ad entrare nel cuore delle persone attraverso i social network. Il mio motto è “se fai sempre la stessa cosa non puoi aspettarti mai risultati diversi”. Se vuoi chiedermi consigli o chiacchierare con me puoi farlo su Facebook.

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