Decluttering della perfezione

decluttering della perfezione per freelance
Condividi su:
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterPin on PinterestPrint this pageEmail to someone

Cosa fare quando la situazione ci sfugge di mano.

Non so se esiste il “decluttering della perfezione“, o se me lo sono inventato, fatto sta che è diventato il mio nuovo mantra. Proprio io, del segno della Vergine, maniaca del controllo e della precisione.

Ho vissuto due mesi di imperfezione. Due mesi che non scrivo un articolo sul mio blog. Due mesi che vivo con un costante e assillante senso di colpa che mi attanaglia. Due mesi passati con il Grillo Parlante sulla spalla che mi sussurra: ”Brava! Stai infrangendo la promessa che hai fatto a te stessa sulla costanza. Per non parlare dei tuoi lettori!”.

Cosa ho fatto in questi due mesi?

Ho fatto cinque giorni di vacanza e poi mi sono fatta fagocitare dalla Vita. Perché funziona così: per quanto tu possa programmare e portarti avanti con il lavoro ed i tuoi piani, succede sempre qualcosa che va al di la del tuo talento da Wonder Woman e delle tue capacità organizzative da Mary Poppins.

E quindi che si fa?

La mia prima reazione è stata quella di dannarmi l’anima per cercare di rispettare la tabella di marcia che mi ero preparata e non deludere nessuno. Essere fedele a quella programmazione ha significato lavorare di notte e dormire molto poco, accumulare tensione e stress, essere nervosa con la mia famiglia stile “pubblicità del Buscofen”… insomma … trasformarmi nella persona che avevo deciso di non essere più quando ho cambiato lavoro e vita.  Il mio “Io” razionale mi suggeriva, nel frattempo, di stilare una lista di priorità per ordine di importanza e di urgenza e di svolgere prima i compiti necessari e poi tutto il resto. Ecco, non è  una gran soluzione quando stai annaspando in mezzo al mare, perché ti obbliga comunque, prima o poi, in un modo o in un altro, a fare tutto. Non stai facendo un vero e proprio decluttering, non stai eliminando nulla di superfluo in realtà.

Quindi?

Quindi ho mollato la presa. Ho lasciato andare, ho lasciato scorrere, ho ceduto all’ imperfezione. Mi sono liberata della perfezione per tornare ad essere padrona della mia vita: decluttering della perfezione. Perché credo che il fallimento, in generale, non sia qualcosa da vivere con disonore, ma rappresenti un’opportunità. Il fallimento vissuto nella sua accezione negativa è tipicamente occidentale. In oriente, ad esempio, è visto come il famoso portone che si apre dopo che una porta si è chiusa. Fallire, lì, significa imparare a non ripetere più degli errori. Significa crescere, mutare, migliorarsi. Nel mio caso fallire nella programmazione del mio blog e delle newsletter ha significato concedermi l’opportunità di essere imperfetta e, soprattutto, di accettarlo serenamente. L’opportunità di non pensare sempre al bene degli altri o a ciò che ci si aspetta da me, ma di mettere me stessa e il mio benessere prima di tutto. Mi ha permesso di capire che l’imperfezione nasconde, in fin dei conti, Verità e che non è poi così male. Ti avvicina alle persone e crea con loro un legame famigliare. Di fiducia. Perché mostri il tuo lato vulnerabile, umano, il che ti rende uguale a loro. Siamo abituati a pretendere e a puntare ad una vita perfetta, fatta di cose perfette. Il lavoro perfetto, la casa con l’arredo perfetto e sempre in ordine stile Casa Facile, un sito web Wow, dei guadagni super-Wow, torte con la glassa lucida da far gridare d’invidia Knam, e via dicendo. E questa perfezione, spesso, cerchiamo di raccontarla sulle nostre pagine social, dipingendo magari una vita che non è proprio la nostra. Solo per avere un riscontro positivo, solo per suscitare un po’ i sana invidia.

Ma quanto è faticoso recitare sempre questo ruolo? Quanta energia richiede la ricerca continua della perfezione in ogni singolo aspetto della nostra vita? Forse questo non capiterà a tutti, ma è una tendenza tipica di molti freelance, ed io mi metto in cima alla lista.

In conclusione qual è il consiglio che do a me stessa? Imperfezione. Applicazione costante del decluttering della perfezione. Sii umana, vera, imperfetta. Chi ti apprezza capirà e continuerà a seguirti, magari con più entusiasmo e senso di vicinanza.

Di tutti gli altri non ti curare … anche questa è selezione della clientela..no?

In fin dei conti, i vostri clienti non vogliono che siate perfetti ma che risolviate i loro problemi!

L’ha capito pure GROM: #imperfettomavero! (No, non mi hanno pagata per questo spottone, però calzava a pennello!).

Silvia Giordano Social Media Manager

Sono Silvia Giordano e mi occupo di Social Media per piccoli business. Aiuto le piccole realtà imprenditoriali ad entrare nel cuore delle persone attraverso i social network. Il mio motto è “se fai sempre la stessa cosa non puoi aspettarti mai risultati diversi”. Se vuoi chiedermi un consiglio o chiacchierare con me puoi farlo su Facebook.

ISCRIVITI A “CHICCHE”, LA MIA NEWSLETTER!

Iscrivendoti potrai scaricare il tuo Mini Kit Creativo Gratuito per realizzare la tua Brand Board e rendere la tua Visual Identity da urlo!

Iscrivendoti accetti le condizioni sul trattamento dei dati personali.

Condividi su:
Share on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterPin on PinterestPrint this pageEmail to someone

Lascia un commento