CAMBIA LA TUA VIBRAZIONE. TROVA LA TUA FREQUENZA.

trova la tua frequenza per promuovere il tuo business

La tua voce è il tuo strumento di marketing.

Questo articolo fa per te se:

  • Non hai ancora trovato il tuo tono di voce; 
  • Vuoi capire come comunicare il tuo business senza copiare lo stile di altri;
  • Sai ragionare fuori dagli schemi;
  • Ti piace spostare il boccino sempre un po’ più avanti.

Se leggi il mio blog e mi segui su Facebook avrai sicuramente notato una brusca battuta d’arresto nella mia comunicazione. È vero, ho lavorato molto (e con soddisfazione), sono capitate cose non felici che hanno rubato energie positive e concentrazione (settembre pare essere un mese per me sfortunato), ma la ragione principale di questa lunga pausa non è dovuta solo a queste due variabili.

Non sapevo più chi ero.

Come potevo comunicare me ed il mio business?

Da cosa l’ho capito? Dal fatto che ogni giorno di più sentivo una perdita di energia. Scrivere gli articoli non era più così divertente. Impostare il mio piano editoriale era diventata l’ennesima fatica da compiere. 

Insomma. Facevo ciò che dovevo, sicuramente non ciò che sentivo.

Così mi sono fermata. Ho schiacciato il tasto “pausa” (si, sono quella delle decisioni drastiche).

Quando sei un lavoratore dipendente non devi occuparti del tuo marketing. Che tu sia simpatico o meno, che tu dica le cose in modo popolare o impopolare, lavoro e stipendio non subiscono variazioni di sorta. Quando sei freelance no. Soprattutto oggi, in cui il passaparola tradizionale non è più sufficiente ed è necessario promuoversi nel web. Ed io mi occupo di questo per i miei clienti. Analizzo al microscopio i loro biz, come li comunicano, come li promuovono, salgo in cattedra e dico loro cosa dovrebbero variare per fare meglio.

Ecco… Su di me, sono uno schifo!

Chi è agli inizi della sua vita da freelance è sicuramente passato dal “guardo cosa fanno i più bravi, vedo cosa mi piace, e cerco di farlo anch’io”. Non c’è mica nulla di male! 

Mi ricorderò sempre le parole di un mio prof. di progettazione che ci diceva: “nulla è stato inventato. Tutto è stato copiato.”

Copiare, se fatto senza malizia e disonestà, è un modo come un altro per imparare.

La mia “pausa” è stata dettata, però, da una mancanza di convinzione unita ad un senso di inadeguatezza. Perché avrei dovuto spiegare alle persone come si imposta una campagna su Facebook Ads? Ci sono già centinaia di colleghi che lo fanno di continuo? E sebbene Enrica Crivello sostenga che per creare la propria autorevolezza sia necessario esprimersi su temi triti e ritriti, a me, ultimamente, anche il solo pensiero mi annoiava tantissimo!

A questo si aggiungeva poi un altro quesito? Qual è il mio stile? Chi sono? Non in senso esistenziale, ma nel mio biz chi sono, come vengo percepita, qual è la mia personalità? Qual è la mia voce?

Facciamo un passo indietro.

Io sono una pecora nera. 

Quella che quando sono uscite le materie per l’esame di maturità ha smesso di studiare autori latini e che, quando veniva chiamata per essere interrogata, sfacciatamente rispondeva “prof, perchè devo studiarli e sprecare tempo che potrei dedicare alle materie che porterò alla matura?”.

Quella che, per chiudere il capitolo liceo, sorpresa da una verifica non programmata, appena tornata da sette giorni di influenza, sentendosi colpita ingiustamente nell’orgoglio, anziché rispondere alle domande del compito in classe scrisse un tema-pistolotto sull’ingiustizia del mondo e su quanto fosse difficile essere uno studente.

Io sono una pirata, per dirla alla Steve Jobs, non un ufficiale di marina.

Sono quella che dice cose impopolari (il che sarebbe di per sé già sufficiente così) in modo tutt’altro che diplomatico (perché al Sant’Anna, quando sono nata, la diplomazia era finita e non me l’hanno messa).

Per intenderci, sono quella che ad un tavolo di lavoro, durante una riunione strategica a Sapporo, Giappone, attorniata da colleghi (maschi) giapponesi (e chi c’è stato sa quanto siano anche misogini), prende la parola fregandosene delle gerarchie e dei sessi e dice loro che stanno perdendo tempo quando la soluzione è semplice e rapida.

Sono quella, tagliata col pioletto (come dice mia madre).

Quella che se non le piaci, semplicemente, te lo dice perché preferisce così alla falsità delle scuse e dello sparlare (il che, siamo sinceri, non è il massimo se vuoi essere amata da tutti ed essere attorniata da un sacco di persone).

Sono dannatamente ironica.

Provocatoria.

Sono quella che alza la sua vibrazione per non allinearmi alla frequenza degli altri.

Ultimamente però, non solo mi sono allineata, ma ho anche abbassato il volume.

Mi piace spiegare, ma preferisco risolvere.

I numeri mi danno indicazioni precise, ma mi lascio affascinare dalle opinioni.

Mi attirano le atmosfere in stile unicorno, ma non avrò mai un feed Instagram color pastello (mai, anche se funziona ed è popolare, non sarei io).

Mi piace toccare corde sensibili con le parole, ma non sono mielosa e forse nemmeno così romantica.

Leggo i post sui bilanci (delle p.iva dei freelance, di quanto hanno fatturato, di com’è andato l’anno, ecc. ecc.), ma non ne scriverò mai uno. Perché li trovo autoreferenziali (l’ho detto). Ognuno è diverso, e a parità di business ognuno lo imposta con i traguardi (e le modalità per raggiungerli) che meglio crede. anche sbagliando.

Un anno fa individuavo la mia parola dell’anno (Audacia, leggi qui), ma ho capito che, per me, una non basta e dodici sono poche.

Sono scomoda e sorrido sempre.

Sono ironica, sempre, anche nella totale disperazione e questo è il fil rouge che, se vado a rileggere tutto ciò che ho scritto, unisce tutti i miei articoli.

Tutto ciò che ho scritto qui sopra è la mia essenza. Ciò che sono. Il mio tono di voce. Non so ancora bene di cosa parlerò, ma ho definito il come a chiare lettere, e questo mi permette di pensare che posso fare, dire e scrivere di qualsiasi cosa. Devo solo lasciarmi andare, almeno con me stessa, senza pensare troppo a cosa ci si aspetti da me.

Avevo bisogno di metterlo nero su bianco. Per riprendere in mano il compasso e tracciare la mia nuova rotta. Per ritrovare la grinta e mettere la paura di non riuscire in un cassetto.

Dopo il come arriverà il momento del cosa. Ma questa. un’altra storia e sicuramente un altro post!

Silvia Giordano Social Media Manager

Sono Silvia Giordano e mi occupo di Social Media per piccoli business. Aiuto le piccole realtà imprenditoriali ad entrare nel cuore delle persone attraverso i social network. Il mio motto è “se fai sempre la stessa cosa non puoi aspettarti mai risultati diversi”. Se vuoi chiedermi consigli o chiacchierare con me puoi farlo su Facebook.

ISCRIVITI A “CHICCHE”, LA MIA NEWSLETTER

Iscrivendoti accetti le condizioni sul trattamento dei dati personali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*