Facebook Ads: usa LinkedIn per profilare il tuo target

Facebook Ads e LinkedIn

Strategia vuol dire avere visione d’insieme

Questo articolo fa per te se:

  • Hai un piccolo business e sei solito promuoverti con le Facebook Ads; 
  • Hai una scheda carriera su LinkedIn;
  • Vorresti fare delle campagne a pagamento su LinkedIn ma costano troppo;
  • Vuoi usare un target super profilato;
  • Vuoi sapere come unire le Facebook Ads e LinkedIn.

Le cose che mi entusiasmano di più quando devo aiutare un cliente a realizzare una strategia di Social Media Marketing su misura sono: studiare come raggiungere il target giusto per ogni campagna e comprendere come ottimizzare le risorse economiche rispetto ai risultati che si vogliono raggiungere.

Perché far girare una campagna su Facebook è qualcosa di più di “Creo la grafica, determino il target (interessi, età, ecc.), ci butto dei soldi e vedo cosa succede”. Realizzare una campagna su Facebook Ads significa trascorrere ore a pensare, progettare e pianificare prima ancora che gettarsi sulla piattaforma e schiacciare su qualche pulsante. Significa anche saper analizzare i dati e capire come utilizzarli nelle campagne successive, monitorare l’andamento e, se necessario, aggiustare il tiro.

Ma veniamo al sodo.

Mettiamo il caso io voglia intercettare, con la mia campagna Facebook,  gli imprenditori. Come riuscirò a trovarli, stanarli e a fargli arrivare il mio messaggio? Alcuni di voi risponderanno “Semplice Silvia, basta selezionare tutte quelle persone che hanno come posizione lavorativa imprenditore/owner, ecc. ecc.”. Ecco, bene ma non benissimo. Ammettendo che tutti siano così diligenti da indicare la loro posizione lavorativa su Facebook, come posso escludere tutte quelle persone che si dichiarano “imprenditore presso me stesso”, “imprenditore (parolaccia di turno)”, “imprenditore di unicorni”, ecc. ecc.? Non posso. Il rischio, quindi, è quello di buttare via risorse inutilmente, sollecitando persone che non ci interessano ma che, in qualche modo, rientrano nella categoria che abbiamo indicato. 

E quindi che si fa? 

Un Social Media Strategist (serio) direbbe, come prima obiezione: ”Facebook non è il social più adatto se vuoi raggiungere queste persone. LinkedIn è più appropriato”. Ecco, se questa frase non vi venisse detta avete già un elemento per cui iniziare a diffidare della professionalità di chi vi sta davanti. Credo, però, che un buon consulente debba anche saper matchare i desiderata e gli obiettivi del cliente con anche le sue possibilità economiche. Cosa non semplice. A volte impossibile. Non bisogna mai perdere la propria integrità ed onestà e, se dopo attente analisi, non è possibile trovare strategie alternative ugualmente valide la cosa più giusta è dire: ”Ci rivediamo quando sarai pronto”. Seconda frase sgama-ciarlatani.

Nell’esempio che ho riportato sopra relativo alla ricerca del target “imprenditore” si può agire seguendo altre strade, forse meno dirette ma che possono portare ugualmente buoni risultati. Quali? Per prima cosa, dovendo utilizzare gli Interessi di Facebook Ads, mi chiederei: “A cosa è interessato un imprenditore?”. Se dovessi calarlo sulla mia attività, per quanto sia utile e interessante per un’azienda il web e social media marketing, non credo che un imprenditore lo metterebbe al primo posto dei suoi interessi su Facebook. 

Piuttosto rifletterei su cosa un imprenditore segua su Facebook quotidianamente: la pagina de Il Sole 24 ore, di Confindustria, di API. Tra i suoi interessi ci saranno: le vendite, il fatturato, gli investimenti. È ovvio che, non tutte le persone che seguono queste pagine e hanno questi interessi sono imprenditori, ma sicuramente una parte di loro è lì e, in un secondo step, possiamo andare a riprenderli attraverso azioni di remarketing e retargenting con nuove campagne, più raffinate e selettive.

Sarà sufficiente come approccio? No.

Questo sarà un primo tassello di una strategia più ampia, complessa ed articolata. Un primo gruppo di inserzioni con un target così profilato. Questa però non è La Strategia.

In quale altro modo posso trovare un target di questo tipo?

Ad esempio, posso utilizzare le potenzialità di un social come LinkedIn, così calzante in questo caso. LinkedIn consente di fare una profilazione del target molto precisa. Ha un elevato tasso di conversione (circa il triplo di Facebook), è un social in cui non si va per cazzeggiare (e quindi il livello di attenzione è massimo), ci sono meno distrazioni e la densità degli annunci sponsorizzati e minore (il che significa che c’è un’elevata possibilità che non passino inosservati). Però, perché c’è un “però” fare campagne su LinkedIn costa. Costa molto di più che su Facebook (si parte da 2€ per click, il che significa che bisogna farsi due conti tra il nostro budget e le persone che possiamo raggiungere).

Tuttavia,anche se non dispongo di un budget sufficiente e se non ho un profilo Premium, posso sfruttare il potenziale di LinkedIn ribaltandolo su Facebook. Facebook Ads e LinkedIn… chi l’avrebbe mai detto?

Come? Semplice.

Spulcerò tra i miei collegamenti di LinkedIn e selezionerò tutti gli imprenditori “aggredibili” con le mie campagne a pagamento. Se sono pochi, investirò un po’ del mio tempo, prima di attivare la mia campagna, cercando di rimpinguare di contatti in target  la mia scheda carriera.

Quando il numero di collegamenti in target sarà bello ciccioso e interessante, sarà sufficiente esportare la lista dei collegamenti (in cui ci saranno indirizzi email e numeri di cellulare) e creare un pubblico personalizzato su Facebook da utilizzare come target in un gruppo di inserzioni. Dal pubblico personalizzato possiamo anche creare un pubblico simile o Look Alike per amplificare i termini di ricerca di soggetti in target.

Così facendo, ho sfruttato il potenziale di LinkedIn, che ad oggi è l’unica piattaforma in grado di profilare un target in base a precise e reali caratteristiche professionali, ribaltandolo su Facebook Ads. Et voilà, ecco uniti Facebook Ads e LinkedIn.

Diciamo che tra l’affidarsi solo alla profilazione per interessi di Facebook e abbandonare la nave  di LinkedIn per mancanza di budget, abbiamo trovato un compromesso convincente.

Con questo articolo spero di averti fatto capire che:

  • Creare campagne pubblicitarie sui social richiede visione d’insieme, capacità d’analisi, progettualità, tempo, tecnica e know-how;
  • La strada più banale, ovvia e diretta, a volte, non è quella giusta;
  • Devi imparare a riconoscere i Social Media cialtroni (come li definisce Veronica Gentili) anche dalle “soluzioni” che ti propongono e dalla velocità con cui te le propongono.

Piccolo business avvisato, piccolo business felice.

Silvia Giordano Social Media Manager

Sono Silvia Giordano e mi occupo di Social Media per piccoli business. Aiuto le piccole realtà imprenditoriali ad entrare nel cuore delle persone attraverso i social network. Il mio motto è “se fai sempre la stessa cosa non puoi aspettarti mai risultati diversi”. Se vuoi chiedermi un consiglio o chiacchierare con me puoi farlo su Facebook.

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